Programmazione dal 16/2 al 22/2

54088“THE POST”

  • ven 16/2 20.00  22.15
  • sab 17/2  20.00  22.15
  • dom 18/2 17.30  19.45   22.00
  • lun 19/2 h 21.15
  • mar 6/2 h 20.00  21.15

di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Meryl Streep

Nella storia americana ci sono stati momenti cruciali nei quali i comuni cittadini hanno dovuto decidere se mettere a rischio tutto – livello di vita, reputazione, status, perfino la libertà – per fare quello che credevano fosse giusto e necessario per proteggere la Costituzione e difendere la libertà del loro paese.

Diretto da Steven Spielberg, il thriller politico The Post racconta la storia dietro alla pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta agli inizi degli anni settanta sul Washington Post. L’occultamento dei documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni quaranta e sessanta innesca una battaglia senza precedenti in nome della trasparenza e della libertà di stampa. In particolare, la pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers diviene manifesto della ferma e decisa rivendicazione del diritto di cronaca e della libertà di informazione da parte di due figure molte diverse ma accomunate dal coraggio e da una forte etica professionale: l’editrice del giornale Kay Graham, prima donna alla guida della prestigiosa testata, e il duro e testardo direttore del giornaleBen Bradlee. I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni. Nonostante i meschini tentativi del governo di contenere la fuga di informazioni riservate, i media diffondono la notizia schierandosi dalla parte dei cittadini.


“LE STAGIONE DI LOUISE”

  • mer 21/2 15.00 – 17.30 – 21.30
  • gio 22/2 19.00 – 21.30

di Martin Provost, con Catherine Deneuve e Catherine Frot

Il mestiere dell’ostetrica affascina per la portata simbolica del compito: di guidare la nascita, scortare alla vita. Quello che so di lei è il delicato omaggio, volutamente privo di derive autobiografiche, che Martin Provost dedica all’avvincente professione, attraverso il ritratto di una donna dall’etica ineccepibile e il suo rapporto in divenire con la stravagante matrigna. Conosciamo Claire (Catherine Frot) in una fase di grande cambiamento della sua vita. Vocata al lavoro come pochi ma legata ancora a un metodo che privilegia la cura premurosa e il rapporto empatico con le pazienti, l’infermiera specializzata inizia a mettere in discussione il suo ruolo quando il reparto maternità del piccolo ospedale dove lavora si prepara a chiudere i battenti. Claire cade vittima dei suoi stessi principi e valori stiracchiati, rifiutando di integrarsi in una moderna struttura ospedaliera che conta migliaia di nascite l’anno, una vera “fabbrica per bambini” che punta soltanto a efficienza e disumanizzazione. A scuotere la rigida visione delle cose, irrompe, come una bizzosa diva d’altri tempi più che un fantasma del passato, la vecchia amante di suo padre, l’eccentrica e frivola Béatrice (Catherine Deneuve). Dopo trent’anni di assenza, la donna cerca di riavvicinarsi alla figlioccia con schiettezza dirompente e battutine sul cattivo gusto, ma finisce per scontrarsi con le resistenze emotive di Claire, che preferisce invece trincerarsi dietro un giustificabile rancore. Pian piano però, l’opposizione si affievolisce e diventa motivo di scambio reciproco, consiglio, confidenza, ricordo di quell’umo che era padre per una e compagno per l’altra, scomparso prematuramente e in maniera brutale. Claire ritrova in Béatrice la seconda madre che ammirava da bambina, e Béatrice si spinge a considerare Claire la figlia che non ha mai avuto.


“I PRIMITIVI”

  • sab 17/2 17.15
  • dom 18/2 15.45

da Nick Park, con Riccardo Scamarcio e Paola Cortellesi

All’alba dei tempi, la vita del cavernicolo Dag (Riccardo Scamarcio) scorre tranquilla tra mammut lanosi, creature preistoriche e natura incontaminata. Ampio sorriso e chioma leonina, Dag è allo stesso tempo il guerriero più audace e incapace della sua adorabile e bizzarra tribù. Armato di buoni propositi e di una preistorica lancia spuntata, ha finalmente l’occasione di mostrare il suo valore quando un pericolo imminente minaccia di distruggere la sua casa.
I tempi stanno cambiando, e il perfido signore del Bronzo Lord Nooth (Salvatore Esposito) è intenzionato a porre fine all’Età della Pietra, innescando una svolta prematura nella storia dell’umanità. Lo scapigliato scontro tra civiltà per il dominio del pianeta prende la forma di un’epica sfida in un gioco, sconosciuto per lo scoordinato gruppo di primitivi ma non per la squadra di nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo (a cui presta la voce il calciatore Alessandro Florenzi). Contro ogni probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo (Corrado Guzzanti) Dag insegnerà a Grullo (Greg), Gordo (Chef Rubio) e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio! La situazione migliora però quando Dag recluta tra i suoi anche l’energica Ginna (Paola Cortellesi), appassionata tifosa, pronta a mettere in riga la squadra di scansafatiche. L’allenamento si svolge tra vulcani ribollenti, geyser fumanti e canyon rocciosi, dove I primitivi impareranno a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire gli avversari nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.


“IL TORO FERDINANDO”

  • sab 17/2 15.30

di Carlos Saldanha, con John Cena e Kate McKinnon

La storia del film Ferdinand è quella del toro del titolo. Il toro Ferdinando ha l’aspetto del feroce toro da corrida: esemplare robusto, dal manto nero e lucente ma con un temperamento tutt’altro che irascibile, un toro che, a differenza di tutti gli altri suoi amici, e a dispetto della sua stazza e della sua forza, non ha alcun interesse nel dimostrare di essere potente e feroce né di diventare un temuto toro da corrida che terrorizzi i toreri. Al contrario, aspira solo a una vita tranquilla. Quando Ferdinand dilata le narici e smuove il terreno con gli zoccoli, la gente corre per sfuggire alla sua carica, ma lui annusa le margherite di prato, sua grande passione, o si stiracchia all’ombra degli alberi. E quando passeggia per i villaggi assolati della Spagna, gli abitanti sbarrano le porte e gridano al toro, ma lui prosegue e fa amicizia con una bimba adorabile e sveglia. Molto sveglia, molto più degli adulti che strappano Ferdinand alla sua vita tra i prati e lo costringono a scalciare, sbuffare e prendere a testate i mantelli dei toreri nelle arene. Per fortuna i nuovi amici della fattoria elaborano un piano a prova di capra (non si offenda la capra Lupe) che gli permetterà di tornare a casa. Servono stazza e zampe forti come le sue, e una buona dose di teatralità.

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Categorie: Cineforum, Film in programmazione

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